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Un boato, poi il cielo si tinge di rosso e una nuvola di cenere e lapilli avvolge tutto intorno. Ė lo Stromboli che si risveglia, è sua maestà il Vulcano, Iddu – come lo chiamano gli abitanti dell’isola quasi con una punta di deferenza - che fiero e imperioso torna a ruggire. Non è un monito, non lo è mai, piuttosto è un palpito, un richiamo, quasi l’ineluttabilità di un destino che si compie come quello dell’Araba Fenice che muore e risorge dalle sue ceneri.


Fonte: http://friuli.travelnostop.com/news.aspx?id=64746